Alla fine della Seconda guerra mondiale, mentre tutta l'Italia, grazie all'esercito Anglo-Americano, veniva liberata dall'occupazione nazista, a Trieste e nell'Istria (sino ad allora territorio italiano) si è vissuto l'inizio di una tragedia: la "liberazione" avvenne ad opera dell'esercito comunista jugoslavo agli ordini del maresciallo Tito.
350.000
italiani abitanti dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia dovettero
scappare ed abbandonare la loro terra, le case, il lavoro, gli amici
e gli affetti incalzati dalle bande armate jugoslave. Decine di migliaia
furono uccisi nelle Foibe o nei campi di concentramento titini. La loro
colpa era di essere italiani e di non voler cadere sotto un regime
comunista.
Trieste, dopo aver subito più di un mese di occupazione jugoslava,
ancora oggi ricordati come "i quaranta giorni del terrore",
visse per 9 anni sotto il controllo di un Governo Militare Alleato (americano
ed inglese), in attesa che le diplomazie decidessero la sua sorte.
Solo nell'ottobre del 1954 l'Italia prese il
pieno controllo di Trieste, lasciando l'Istria all'amministrazione
jugoslava.
E solo nel 1975, con il Trattato di Osimo, l'Italia rinunciò
definitivamente, e senza alcuna contropartita, ad ogni pretesa su parte
dell'Istria, terra italiana sin da quando era provincia dell'Impero
romano.
COMUNICATO STAMPA
È con immenso rammarico che ora scrivo questo comunicato.
Nella giornata di oggi, venerdì 11 gennaio 2008, la nostra proposta per la creazione e la distribuzione di un opuscolo informativo sulla tragedia delle foibe, indirizzato a tutti gli studenti del Triennio della Provincia, è stata bocciata dall’Assemblea della Consulta.
Il tutto sarebbe costato non più di 500 € alla stessa, poiché l’iniziativa avrebbe avuto il supporto e la collaborazione dell’ente Provincia che, grazie l’interessamento del Vicepresidente Alessandro Ciriani, in accordo con il Presidente Elio De Anna, avrebbe coperto i costi rimanenti. Da sottolineare che la spesa non sarebbe stata eccessivamente gravosa per le casse della Consulta, che contano 5000 € più i finanziamenti che dovranno ancora arrivare dalla Regione Friuli – Venezia Giulia.
Il vero problema, secondo alcuni rappresentanti, era che i testi del libretto realizzato dalla Regione Veneto l’anno scorso ed utilizzato come spunto ed esempio per la presentazione del nostro progetto, fossero troppo di parte. Insomma, affermare che le vittime delle foibe sono cadute per mano del comunismo è strumentalizzazione, è essere di parte. Avremmo dovuto dire forse che sono morte di freddo, come qualcuno osava affermare anni fa? I testi comunque sarebbero stati redatti da un comitato scientifico di storici qualificati.
Bisogna ammettere che l’idea di celebrare la Giornata del Ricordo era passata all’unanimità dei voti, ma alla fine, tra le commissioni create per occuparsi dei temi come la Giornata dell’Arte e dello Sport, non ne figurava una per realizzare qualcosa di concreto per la giornata del 10 febbraio.
Dovremo accontentarci della conferenza organizzata dalla Consulta insieme al Comune di Pordenone e le Associazioni di Esuli, rimpiangendo però l’ennesima occasione persa di fare qualcosa che, finalmente, potesse permettere agli studenti di scindere il concetto di “Consulta” dal solito concetto di “Giornata dell’Arte”, che sembra veramente l’unica attività che questo Organo Studentesco sappia organizzare.
E sarebbe stato proprio questo il pregio di questa iniziativa. Sarebbe stato soprattutto quello di coinvolgere tutti gli studenti, a prescindere dalle loro connotazioni politiche, anziché rendere partecipi di questo Ricordo solo ed unicamente quei “fortunati” che potranno assistere alla conferenza sopra citata.
Riccardo Favaro
Responsabile Provinciale
Azione Studentesca