Alla fine della Seconda guerra mondiale, mentre tutta l'Italia, grazie all'esercito Anglo-Americano, veniva liberata dall'occupazione nazista, a Trieste e nell'Istria (sino ad allora territorio italiano) si è vissuto l'inizio di una tragedia: la "liberazione" avvenne ad opera dell'esercito comunista jugoslavo agli ordini del maresciallo Tito.
350.000
italiani abitanti dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia dovettero
scappare ed abbandonare la loro terra, le case, il lavoro, gli amici
e gli affetti incalzati dalle bande armate jugoslave. Decine di migliaia
furono uccisi nelle Foibe o nei campi di concentramento titini. La loro
colpa era di essere italiani e di non voler cadere sotto un regime
comunista.
Trieste, dopo aver subito più di un mese di occupazione jugoslava,
ancora oggi ricordati come "i quaranta giorni del terrore",
visse per 9 anni sotto il controllo di un Governo Militare Alleato (americano
ed inglese), in attesa che le diplomazie decidessero la sua sorte.
Solo nell'ottobre del 1954 l'Italia prese il
pieno controllo di Trieste, lasciando l'Istria all'amministrazione
jugoslava.
E solo nel 1975, con il Trattato di Osimo, l'Italia rinunciò
definitivamente, e senza alcuna contropartita, ad ogni pretesa su parte
dell'Istria, terra italiana sin da quando era provincia dell'Impero
romano.
10 febbraio 2008: La Lega Nazionale ha collaborato con il Comune di Arquata Scrivia (Alessandria) nell'organizzazione di alcune iniziative. Riportiamo il resoconto del nostro delegato Lorenzo Salimbeni
L’istituzione della Giornata del Ricordo serve soprattutto a diffondere la conoscenza del dramma vissuto dal confine orientale italiano nei tornanti più atroci della Seconda Guerra Mondiale, vale a dire a ridosso dell’8 settembre e a guerra finita, con la mesta appendice dell’Esodo e della questione triestina risoltasi appena nel 1954. Si tratta di pagine di storia spesso oscurate nel percorso scolastico di intere generazioni di italiani (vuoi per problemi di tempo, vuoi per precisa scelta “ideologica”), sicché oggi sono lodevoli quegli enti locali che cercano di organizzare giornate e convegni dedicati alle tragedie delle Foibe e dell’Esodo. A tal proposito il Comune di Arquata Scrivia (provincia di Alessandria) ha coinvolto la Lega Nazionale in una serie di iniziative volte a far conoscere queste pagine di storia agli abitanti della località piemontese.
Per più di una settimana è stata allestita con materiale messo a disposizione dalla Lega appunto una mostra fotografica che intendeva documentare le tristi riesumazioni delle salme dagli abissi carsici, nonché le manifestazioni e contromanifestazioni che caratterizzavano la città di Trieste nel dopoguerra, piuttosto che le toccanti vicende di Esuli costretti ad abbandonare le loro terre per venire accolti in miseri Campi Profughi dopo essere stati magari additati al pubblico ludibrio come “fascisti” in fuga dal “paradiso socialista”. Introdotto dal Sindaco Spineto, si è anche svolto sabato 16 febbraio un convegno in cui il dott. Lorenzo Salimbeni a nome della Lega Nazionale ha cercato di ricostruire sinteticamente gli antefatti, gli sviluppi e le conseguenze dei drammi consumatisi nella Venezia Giulia. Una Venezia Giulia che al termine della Grande Guerra si trovò al centro delle polemiche inerenti la “vittoria mutilata”, scenario in cui si attuò il cosiddetto Fascismo di frontiera, in cui la componente esasperatamente nazionalista si trovava a fronteggiarsi con un irredentismo di segno opposto che replicava alla repressione delle espressioni di cultura slovena e croata con attività anche terroristiche. L’invasione della Jugoslavia del 1941 mise in collegamento questi nuclei con il ben più efficiente esercito partigiano di Tito, il quale in nome del comunismo era in realtà pronto a portare avanti istanze di espansionismo nazionalista a danno dell’Italia, dando prova di ciò già nelle convulse giornate successive all’8 settembre, nel corso delle quali le località dell’Istria abbandonate al proprio destino da uno Stato dissoltosi conobbero le prime deportazioni, i processi sommari e gli infoibamenti. Macabra anteprima di quanto accadde nuovamente in Istria, ma anche a Trieste, a guerra finita, allorché esponenti delle classi dirigenti italianofone, collaborazionisti ma anche semplici funzionari della passata amministrazione italo-tedesca ed esponenti sinceramente patriottici del CLN conobbero una tragica fine, mentre le comunità italiane vedevano che la tracotanza delle truppe titine non poteva che far presagire l’annessione alla rinascente Jugoslavia.
Il diktat di Parigi confermò le fosche previsioni e dette il via al dramma dell’Esodo, una vicenda storica che è stata ben testimoniata dal prof. Gianni Zec, nato a Fiume, ma cresciuto nel campo profughi di Tortona. Nelle sue parole ha rivissuto la serena multietnicità del capoluogo quarnerino nell’anteguerra, le sue poesie hanno aperto scorci sulla triste quotidianità di chi è stato costretto a lasciare la sua terra per andare a vivere in umili condizioni in strutture allestite alla meno peggio. Non meno drammatico è stato poi l’inserimento nella società italiana del dopoguerra, in cui gli esuli erano spesso visti malamente in quanto beneficiari di posti privilegiati nelle assunzioni e nelle assegnazioni di alloggi, in quanto in un’epoca di ristrettezze per tutti, pochissimi sapevano che oltre alle loro umili masserizie, quei profughi si portavano dietro lutti, tragedie familiari, sofferenze e paure.
Il numeroso pubblico ha seguito con interesse tanto l’inquadramento storico, quanto la toccante testimonianza, potendo quindi accostarsi nuovamente ai tabelloni della mostra fotografica con maggiore consapevolezza di ciò che quelle crude immagini rappresentavano e di cosa avesse voluto dire essere italiani in Venezia Giulia in quegli anni.
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| Giorno del Ricordo - Foiba di Basovizza - 10 Febbraio 2008 |
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| Foiba di Basovizza - Monumento Nazionale |

Domenica 10 febbraio 2008, alle ore 10
presso la Foiba di Basovizza
cerimonia solenne in occasione del
Giorno del Ricordo
alle ore 11 avrà luogo l'inaugurazione
del Centro di Documentazione della Foiba di Basovizza
Monumento nazionale
con la mostra storica permanente
e con la presentazione del volume dedicato al sito
[Le Foibe]
[Foiba di Basovizza: alcune foto]
Con l'approssimarsi della ricorrenza del “Giorno del Ricordo”, istituita al fine di conservare e rinnovare la memoria dell'esodo dalle loro terre di istriani, fiumani e dalmati, avvenuto nel secondo dopoguerra, e delle più complesse vicende del confine orientale e delle foibe - tristemente famose per essere state utilizzate dalla dittatura comunista di Josip Broz Tito per l'uccisione e l'occultamento di migliaia di nostri connazionali, eliminati in nome della “pulizia etnica” anti-italiana, avvenuta nella città di Trieste e nelle regioni nord orientali italiane - il circolo Azione Giovani Nardò, torna a sollecitare l'opinione pubblica neritina, rammentando quanto già avvenuto l'anno scorso, quando AG unitamente al locale circolo di Alleanza Nazionale, si attivò per l'intitolazione (provvisoria e simbolica) di una piazza, situata nella zona 167, ai Martiri delle Foibe.
In quell'occasione la Destra cittadina si fece portatrice del desiderio espresso dagli abitanti della zona che, coordinati dall'encomiabile Luigi My, già nel 2004, avevano chiesto l'intitolazione della Via ai Martiri delle Foibe, e con un atto simbolico installò un cartello indicante la relativa dicitura. L'iniziativa raccolse anche il vivo apprezzamento di Andrea Sardos, rappresentante della Lega Nazionale, che dedico una pagina del proprio sito alla manifestazione.
(vedi: http://www.leganazionale.it/10febbraio/nardo-lecce.htm )

Domenica 10 febbraio 2008, alle ore 10
presso la Foiba di Basovizza
cerimonia solenne in occasione del
Giorno del Ricordo
alle ore 11 avrà luogo l'inaugurazione
del Centro di Documentazione della Foiba di Basovizza
Monumento nazionale
con la mostra storica permanente
e con la presentazione del volume dedicato al sito
[Le Foibe]
La Lega Nazionale, l’Associazione Venezia Giulia e Dalmazia, il Circolo Antonio Della Lucia, l’Istituto per la Storia del Risorgimento con la determinante partecipazione del Liceo Ginnasio “Tiziano” hanno organizzato una serie di eventi che culmineranno sabato 9 febbraio con due distinti eventi. Ma andiamo con ordine: innanzi tutto venerdì prossimo 1 febbraio gli esuli e parenti di infoibati Nidia Cernecca e Gigi D'Agostini terranno presso la Sala Bianchi (fronte INPS) una conferenza testimonianza su “ISTRIA – FIUME – DALMAZIA: arte . storia . cultura . foibe . gulag . esodo”. L'appuntamento è alle 17.30 e sarà preceduto alle ore 11.00 della medesima giornata da un'analoga conferenza rivolta, in questo caso, agli studenti del Liceo Ginnasio “Tiziano”.
Ma sarà sabato 9 febbraio la giornata clou: si inizierà alle ore 9.00 presso il Liceo Ginnasio “Tiziano” con un Annullo speciale filatelico a cura del Circolo Filatelico e Numismatico Bellunese (dalle ore 9.00 alle ore 13.30), mentre alle ore 11.00 con un'introduzione del prof. Fulvio Salimbeni, docente di Storia Contemporanea all'Università di Udine, verrà aperta, sempre nei locali del Liceo Ginnasio “Tiziano”, la Mostra fotografica "C.R.P. - Centro Raccolta profughi - per una storia dei campi profughi istriani, fiumani e dalmati in Italia (1945-1970)" (organizzata e allestita dall'Unione degli Istriani di Trieste). Coordinerà l'inaugurazione della mostra la giornalista del Gazzettino Daniela De Donà.
La mostra fotografica illustra le dure condizioni di vita delle centinaia di migliaia di profughi che abbandonarono la Venezia Giulia non più italiana dopo il 1945: con la fine della seconda guerra mondiale, infatti, gran parte della popolazione dell’Istria e del Quarnero, come già quella della Dalmazia, sottoposta ad intimidazioni, massacri (le tristemente famose Foibe) e vessazioni da parte delle autorità comuniste jugoslave, abbandona la propria terra per cercare rifugio in Italia ove ricostruire un’esistenza dopo aver perduto tutto. I profughi passano per Trieste, Ancona, Bari dove vengono allestiti i principali centri di assistenza e smistamento ad opera dello Stato e della Croce Rossa. Vengono allestiti in pochi anni 120 tra Centri di Raccolta Profughi (C.R.P.) e Campi Profughi che, in tutta la penisola, accolgono la massa di compatrioti che si trovano senza casa, senza lavoro, senza assistenza: le foto di questa mostra vogliono riportare alla luce la sofferenza e il dolore di questi nostri connazionali, troppo spesso dimenticati dagli Italiani. La mostra sarà visitabile sino al 29 febbraio con i seguenti orari: per le scolaresche su prenotazione, tutte le mattine 9-12, con visita guidata. Per il pubblico, martedì e mercoledì pomeriggio 15 -18. Info e prenotazioni. 0437/25207. Sottolineiamo come il Liceo Ginnasio “Tiziano”, dopo la pubblicazione della ricerca sui garibaldini bellunesi, frutto del lavoro degli studenti, e la mostra sui cimeli garibaldini, si conferma centro propulsore di cultura e di approfondimento storico.
Il pomeriggio, sempre di sabato 9 febbraio, alle ore 16.30 presso l'Auditorium di Belluno, il prof. Fulvio Salimbeni, docente di storia contemporanea all'Università di Udine, presentato dal giornalista del Gazzettino Bruno De Donà, terrà una conferenza su "L'Istria, Fiume, la Dalmazia e la civiltà adriatica. Un profilo storico dall'antichità ai giorni nostri". Il prof. Salimbeni è uno dei più seri e validi studiosi della storia dell'Istria e della Dalmazia e delle problematiche relative alle Foibe e dell'Esodo.
Tutte le manifestazioni hanno ottenuto il patrocinio del Comune e della Provincia di Belluno, nonché della Comunità Montana Bellunese.
Lega Nazionale delegazione di Belluno