Alla fine della Seconda guerra mondiale, mentre tutta l'Italia, grazie all'esercito Anglo-Americano, veniva liberata dall'occupazione nazista, a Trieste e nell'Istria (sino ad allora territorio italiano) si è vissuto l'inizio di una tragedia: la "liberazione" avvenne ad opera dell'esercito comunista jugoslavo agli ordini del maresciallo Tito.
350.000
italiani abitanti dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia dovettero
scappare ed abbandonare la loro terra, le case, il lavoro, gli amici
e gli affetti incalzati dalle bande armate jugoslave. Decine di migliaia
furono uccisi nelle Foibe o nei campi di concentramento titini. La loro
colpa era di essere italiani e di non voler cadere sotto un regime
comunista.
Trieste, dopo aver subito più di un mese di occupazione jugoslava,
ancora oggi ricordati come "i quaranta giorni del terrore",
visse per 9 anni sotto il controllo di un Governo Militare Alleato (americano
ed inglese), in attesa che le diplomazie decidessero la sua sorte.
Solo nell'ottobre del 1954 l'Italia prese il
pieno controllo di Trieste, lasciando l'Istria all'amministrazione
jugoslava.
E solo nel 1975, con il Trattato di Osimo, l'Italia rinunciò
definitivamente, e senza alcuna contropartita, ad ogni pretesa su parte
dell'Istria, terra italiana sin da quando era provincia dell'Impero
romano.

Lunedì 4 febbraio alle ore 17.30 presso la sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, presentazione del libro, edito dall’Anvgd di Gorizia, dal titolo
“1947-2007: istriani, fiumani e dalmati esuli da 60 a Gorizia per rimanere italiani”.
L’opera, che è stata realizzata grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, sarà presentata dal presidente dei sodalizi Rodolfo Ziberna, con le testimonianze dei sindaci che si sono succeduti dal dopoguerra ad oggi e con una interpretazione di alcuni brani da parte dell’attore Gianfranco Saletta.
Diversi gli autori che hanno concorso alla realizzazione del libri: Diego Kuzmin, Francesca Santoro, Maria Grazia Ziberna, Guido Rumici, Rodolfo Ziberna ed Antonio Lauriti.
Il libro contiene una contestualizzazione sull’esodo, approfondimenti sull’unico campo profughi di Gorizia (le “casermette”), sul villaggio dell’esule della Campagnuzza e molte testimonianze di esuli residenti a Gorizia che narrano il “loro” esodo e l’arrivo a Gorizia. Completano il libro diverse “schede” di esuli e loro discendenti.
Saranno presenti alla presentazione il sindaco di Gorizia Ettore Romoli ed il presidente della Fondazione Franco Obizzi.