Alla fine della Seconda guerra mondiale, mentre tutta l'Italia, grazie all'esercito Anglo-Americano, veniva liberata dall'occupazione nazista, a Trieste e nell'Istria (sino ad allora territorio italiano) si è vissuto l'inizio di una tragedia: la "liberazione" avvenne ad opera dell'esercito comunista jugoslavo agli ordini del maresciallo Tito.
350.000
italiani abitanti dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia dovettero
scappare ed abbandonare la loro terra, le case, il lavoro, gli amici
e gli affetti incalzati dalle bande armate jugoslave. Decine di migliaia
furono uccisi nelle Foibe o nei campi di concentramento titini. La loro
colpa era di essere italiani e di non voler cadere sotto un regime
comunista.
Trieste, dopo aver subito più di un mese di occupazione jugoslava,
ancora oggi ricordati come "i quaranta giorni del terrore",
visse per 9 anni sotto il controllo di un Governo Militare Alleato (americano
ed inglese), in attesa che le diplomazie decidessero la sua sorte.
Solo nell'ottobre del 1954 l'Italia prese il
pieno controllo di Trieste, lasciando l'Istria all'amministrazione
jugoslava.
E solo nel 1975, con il Trattato di Osimo, l'Italia rinunciò
definitivamente, e senza alcuna contropartita, ad ogni pretesa su parte
dell'Istria, terra italiana sin da quando era provincia dell'Impero
romano.
INCONTRO DI STUDIO:
"Perchè la maledizione degli uomini è che essi dimenticano"
(Merlino, Excalibur di John Boorman - 1981)
VENERDI’ 15 FEBBRAIO 2008
ORE 10.30 PRESSO LA SALA CELIO DELLA PROVINCIA DI ROVIGO
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PROGRAMMA:
Saluto delle autorità
RELAZIONI a cura di:
Le vicende del confine orientale italiano
Le radici antiche della tragedia di Dalmazia
Percorsi istriani
Floriano Cosmi Nato a San Martino di Venezze, laureato in Lingua e Letteratura Nordamericana.
Attualmente docente di lingua inglese presso l'IPSIA di Porto Tolle, ha pubblicato vari articoli di storia americana per "Storia Illustrata", "RID", "Eserciti nella Storia". Da anni si occupa della storia delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata grazie anche alla preziosa collaborazione della scrittrice istriana Graziella Fiorentin.
Francesca Pivirotto e Lorenzo Maggi, ambedue laureati, dal 1996 lavorano come archivisti libero professionisti, ordinando ed inventariando innumerevoli archivi comunali in Veneto ed Emilia; fra gli altri lavori si segnala la collaborazione coll’Archivio del Sovrano Militare Ordine di Malta – Gran Priorato di Lombardia e Venezia, ed il riordino e inventario della documentazione italiana conservata presso l’Archivio di Stato di Zara (periodo 1921-1944), cui si aggiunge una ricognizione sui fondi documentari precedenti al 1945 conservati presso l’Archivio di Stato di Zara ed il Centro di Raccolta di Sebenico. Su questo tema hanno anche pubblicato Zara 1921-1944. Un Comune Italiano attraverso il suo archivio, «
Appassionato di storia locale e sulle vicende legate alle terre dell'Istria Fiume e Dalmazia dove ha frequenti contatti con le Comunità degli
Italiani di Lesina (Hvar-HR), Zara (Zadar - HR), Fiume (Rijeka - HR), Pirano (Piran - SLO), membro della Società di Studi storici e geografici di Pirano.
Ha curato ed organizzato diversi convegni relativi al confine orientale ed è in contatto con le principale associazioni degli esuli (A.N.V.G.D. - I.R.C.I. - A.D.E.S.), attivo nel forum tematico "Histria" .
E' promotore per il Comune di Polesella dell'iniziativa di Gemellaggio con