10 febbraio - ricordare per capire

Il 10 febbraio è il giorno che l'Italia dedica alla memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle Foibe e dell'Esodo dalle loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati.

Pagine a cura della Lega Nazionale: visita il nostro sito www.leganazionale.it
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Alla fine della Seconda guerra mondiale, mentre tutta l'Italia, grazie all'esercito Anglo-Americano, veniva liberata dall'occupazione nazista, a Trieste e nell'Istria (sino ad allora territorio italiano) si è vissuto l'inizio di una tragedia: la "liberazione" avvenne ad opera dell'esercito comunista jugoslavo agli ordini del maresciallo Tito.

350.000 italiani abitanti dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia dovettero scappare ed abbandonare la loro terra, le case, il lavoro, gli amici e gli affetti incalzati dalle bande armate jugoslave. Decine di migliaia furono uccisi nelle Foibe o nei campi di concentramento titini. La loro colpa era di essere italiani e di non voler cadere sotto un regime comunista.
Trieste, dopo aver subito più di un mese di occupazione jugoslava, ancora oggi ricordati come "i quaranta giorni del terrore", visse per 9 anni sotto il controllo di un Governo Militare Alleato (americano ed inglese), in attesa che le diplomazie decidessero la sua sorte.

Solo nell'ottobre del 1954 l'Italia prese il pieno controllo di Trieste, lasciando l'Istria all'amministrazione jugoslava.
E solo nel 1975, con il Trattato di Osimo, l'Italia rinunciò definitivamente, e senza alcuna contropartita, ad ogni pretesa su parte dell'Istria, terra italiana sin da quando era provincia dell'Impero romano.

Il 10 febbraio è il giorno che l'Italia dedica alla memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle Foibe e dell'Esodo dalle loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati

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lunedì, 09 febbraio 2009

Giorno del Ricordo 2009





10 FEBBRAIO 2009


GIORNO DEL RICORDO


TUTTI GLI AGGIORNAMENTI SU


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venerdì, 12 settembre 2008

89° ANNIVERSARIO DELL'IMPRESA DI GABRIELE D'ANNUNZIO E DEI SUOI LEGIONARI

Si è rinnovato, oggi, 12 settembre 2008,  a San Polo di Monfalcone l’omaggio che,  annualmente,  la Sezione di Fiume della Lega Nazionale di Trieste, organizza in ricordo del lontano 12 settembre 1919, che vide il popolo fiumano accorso a salutare Gabriele D’Annunzio e i suoi Invitti legionari.

            Il Presidente della Sezione di Fiume della Lega Nazionale, Aldo Secco, ha dato lettura del seguente discorso:

“Cari amici,

ricordo quanto dissi, in questa occasione, alcuni anni fa, di cui fu artefice il Comandante e i suoi Invitti Legionari e dei quali, credo, non ci sia rimasto più nessuno, e dai quali ricevemmo l’insegnamento di come si ama la Patria.

Anche questi figli si stanno, purtroppo diradando.

Già dissi che si sta chiudendo un ciclo inesorabile. La nostra Sezione ha messo quale punto di riferimento questo incontro, qui davanti a questa colonna, per ricordare quanti in un momento buio non vollero abbandonarci. Sottolineo, se ancora ci fosse bisogno, che in noi non c’è nessun pensiero revanscistico ma solamente una riflessione storica. Questo è un doveroso atto di gratitudine e perciò noi continuiamo a portare il lauro dell’amarissimo Adriatico in questa Ronchi con la stessa fede e con uguale passione per tramandare ai posteri l’ingiustizia subita dalla nostra gente e il sacrificio che noi tutti abbiamo donato alla nostra mamma Italia.

Sicuramente la nostra perseveranza ci ha ricompensato e qui oggi ci hanno gratificato con la loro presenza numerose autorità e personalità qualificate, alle quali va il più sincero ringraziamento e che è quello anche della comunità fiumana tutta.

Chiudo questi miei poveri pensieri con quanto disse il Comandante, nel Cimitero di Cosala, alla fine delle tragiche giornate del Natale di Sangue, di ottant’anni fa: “….li abbiamo tutti ricoperti con lo stesso lauro e con la stessa bandiera, l’aroma del lauro vince l’odore tetro e ….la bandiera abbraccia la discordia.

Permettetemi, infine, di rivolgere un particolare ringraziamento al Sindaco di Ronchi dei Legionari, dott. Roberto Fontanot, qui con noi presente,  e all’amico Adriano Ritossa, per il suo fattivo interessamento affinché si provvedesse alla manutenzione del monumento, opera portata a compimento, con sollecitudine, dal Comune di Monfalcone. A tutti  esprimo la mia gratitudine.”

            Hanno presenziato alla cerimonia numerosi rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma di Monfalcone, di Gorizia e di Trieste, il consigliere regionale Luigi Ferone, e Adriano Ritossa, i dirigenti della Lega Nazionale di Trieste, Giuliano Pavan e Giustiniano Zanolla e di Gorizia, dott. Rodolfo Ziberna, numerosi esuli giuliano-dalmati.

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mercoledì, 10 settembre 2008

CERIMONIA A RONCHI DEI LEGIONARI

Venerdì 12 settembre 2008 alle ore 11.00, la Sezione di Fiume della Lega Nazionale di Trieste, ricorderà con una breve cerimonia, che si terrà a San Polo di Monfalcone, la Marcia su Fiume di Gabriele D'Annunzio e dei suoi Legionari, nell'89° anniversario della storica impresa.

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giovedì, 04 settembre 2008

COMMEMORAZIONE DI DON FRANCESCO BONIFACIO

 

L'Unione degli Istriani - Libera Provincia dell'Istria in Esilio, ricorderà Don Francesco Bonifacio, prossimo alla beatificazione, nel 62° anniversario del suo martirio, con una cerimonia che si svolgerà a Trieste in Largo Don Bonifacio giovedì 11 settembre 2008 alle ore 17.00

postato da: leganazionale alle ore 07:34 | link | commenti
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venerdì, 14 marzo 2008

Ghemme (NO) sabato 15 marzo

Sabato 15 marzo p.v. si terrà a Ghemme la cerimonia di intitolazione del parco di piazza Falcone e Borsellino a Norma Cossetto (1920-43), martire delle foibe, medaglia d'oro al merito civile, secondo il seguente programma:
- ore 10.00 ritrovo presso il Palazzo muncipale
- ore 10.15 Corteo per piazza Falcone e Borsellino
- ore 10.30 Discorsi delle Autorità
- ore 11.00 Intitolazione del parco a Norma Cossetto
ALCUNI DATI UTILI
 
            con delibera n. 15 del 7 aprile 2006 il Consiglio comunale di Ghemme conferì la cittadinanza onoraria alla memoria di Norma Cossetto e del padre Giuseppe Cossetto con le seguenti motivazioni:
- “Norma Cossetto: giovane studentessa istriana, catturata ed imprigionata dai Partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba”                                
- “Giuseppe Cossetto: padre della giovane Norma, conosciuto e stimato per aver dedicato la sua vita allo sviluppo del suo paese. Informato dell’arresto della figlia, ma ignorandone la fine, fu trascinato dai partigiani in un agguato: una mitragliata  lo ferì gravemente. Un altro partigiano gli  si avvicinò dandogli l’ultima coltellata.”
- luminose testimonianze di coraggio e di amor patrio.
La sorella di Norma Cossetto, Licia Cossetto Tarantola, insegnante nelle scuole medie e per dodici anni direttrice didattica presso il consolato generale italiano di Ginevra, risiede a Ghemme da molti anni. Oltre al padre e alla sorella, perse in quella strage altri sette parenti.
 
Grazie.
Per eventuali informazioni:
IAT di Ghemme
via interno Castello 1
28074 Ghemme (No)
0163 841870
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categorie: appuntamenti, piemonte, foibe
mercoledì, 12 marzo 2008

La Lega Nazionale in provincia di Alessandria

10 febbraio 2008: La Lega Nazionale ha collaborato con il Comune di Arquata Scrivia (Alessandria) nell'organizzazione di alcune iniziative. Riportiamo il resoconto del nostro delegato Lorenzo Salimbeni

L’istituzione della Giornata del Ricordo serve soprattutto a diffondere la conoscenza del dramma vissuto dal confine orientale italiano nei tornanti più atroci della Seconda Guerra Mondiale, vale a dire a ridosso dell’8 settembre e a guerra finita, con la mesta appendice dell’Esodo e della questione triestina risoltasi appena nel 1954. Si tratta di pagine di storia spesso oscurate nel percorso scolastico di intere generazioni di italiani (vuoi per problemi di tempo, vuoi per precisa scelta “ideologica”), sicché oggi sono lodevoli quegli enti locali che cercano di organizzare giornate e convegni dedicati alle tragedie delle Foibe e dell’Esodo. A tal proposito il Comune di Arquata Scrivia (provincia di Alessandria) ha coinvolto la Lega Nazionale in una serie di iniziative volte a far conoscere queste pagine di storia agli abitanti della località piemontese.

Per più di una settimana è stata allestita con materiale messo a disposizione dalla Lega appunto una mostra fotografica che intendeva documentare le tristi riesumazioni delle salme dagli abissi carsici, nonché le manifestazioni e contromanifestazioni che caratterizzavano la città di Trieste nel dopoguerra, piuttosto che le toccanti vicende di Esuli costretti ad abbandonare le loro terre per venire accolti in miseri Campi Profughi dopo essere stati magari additati al pubblico ludibrio come “fascisti” in fuga dal “paradiso socialista”. Introdotto dal Sindaco Spineto, si è anche svolto sabato 16 febbraio un convegno in cui il dott. Lorenzo Salimbeni a nome della Lega Nazionale ha cercato di ricostruire sinteticamente gli antefatti, gli sviluppi e le conseguenze dei drammi consumatisi nella Venezia Giulia. Una Venezia Giulia che al termine della Grande Guerra si trovò al centro delle polemiche inerenti la “vittoria mutilata”, scenario in cui si attuò il cosiddetto Fascismo di frontiera, in cui la componente esasperatamente nazionalista si trovava a fronteggiarsi con un irredentismo di segno opposto che replicava alla repressione delle espressioni di cultura slovena e croata con attività anche terroristiche. L’invasione della Jugoslavia del 1941 mise in collegamento questi nuclei con il ben più efficiente esercito partigiano di Tito, il quale in nome del comunismo era in realtà pronto a portare avanti istanze di espansionismo nazionalista a danno dell’Italia, dando prova di ciò già nelle convulse giornate successive all’8 settembre, nel corso delle quali le località dell’Istria abbandonate al proprio destino da uno Stato dissoltosi conobbero le prime deportazioni, i processi sommari e gli infoibamenti. Macabra anteprima di quanto accadde nuovamente in Istria, ma anche a Trieste, a guerra finita, allorché esponenti delle classi dirigenti italianofone, collaborazionisti ma anche semplici funzionari della passata amministrazione italo-tedesca ed esponenti sinceramente patriottici del CLN conobbero una tragica fine, mentre le comunità italiane vedevano che la tracotanza delle truppe titine non poteva che far presagire l’annessione alla rinascente Jugoslavia.

Il diktat di Parigi confermò le fosche previsioni e dette il via al dramma dell’Esodo, una vicenda storica che è stata ben testimoniata dal prof. Gianni Zec, nato a Fiume, ma cresciuto nel campo profughi di Tortona. Nelle sue parole ha rivissuto la serena multietnicità del capoluogo quarnerino nell’anteguerra, le sue poesie hanno aperto scorci sulla triste quotidianità di chi è stato costretto a lasciare la sua terra per andare a vivere in umili condizioni in strutture allestite alla meno peggio. Non meno drammatico è stato poi l’inserimento nella società italiana del dopoguerra, in cui gli esuli erano spesso visti malamente in quanto beneficiari di posti privilegiati nelle assunzioni e nelle assegnazioni di alloggi, in quanto in un’epoca di ristrettezze per tutti, pochissimi sapevano che oltre alle loro umili masserizie, quei profughi si portavano dietro lutti, tragedie familiari, sofferenze e paure.

Il numeroso pubblico ha seguito con interesse tanto l’inquadramento storico, quanto la toccante testimonianza, potendo quindi accostarsi nuovamente ai tabelloni della mostra fotografica con maggiore consapevolezza di ciò che quelle crude immagini rappresentavano e di cosa avesse voluto dire essere italiani in Venezia Giulia in quegli anni.

postato da: leganazionale alle ore 21:30 | link | commenti
categorie: documenti, piemonte, giorno del ricordo, lega nazionale
mercoledì, 13 febbraio 2008

ROVIGO

INCONTRO DI STUDIO:

  RICORDANDO ISTRIA FIUME E DALMAZIA

"Perchè la maledizione degli uomini è che essi dimenticano"

(Merlino, Excalibur di John Boorman - 1981)

 

VENERDI’ 15 FEBBRAIO 2008

ORE 10.30 PRESSO LA SALA CELIO DELLA PROVINCIA DI ROVIGO

…………………………………..

 

PROGRAMMA:

Saluto delle autorità  

RELAZIONI a cura di:

 FLORIANO COSMI

Le vicende del confine orientale italiano

FRANCESCA PIVIROTTO E LORENZO MAGGI

Le radici antiche della tragedia di Dalmazia

DANIELE MILAN

Percorsi istriani

TESTIMONIANZE

di esuli istriano-dalmati che vivono a Rovigo

 

 

Floriano Cosmi  Nato a San Martino di Venezze, laureato in Lingua  e Letteratura Nordamericana.

Attualmente docente di lingua inglese presso l'IPSIA di Porto Tolle, ha pubblicato vari articoli di storia americana per "Storia Illustrata", "RID", "Eserciti nella Storia". Da anni si occupa della storia delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata grazie anche alla preziosa collaborazione della scrittrice istriana Graziella Fiorentin.

Francesca Pivirotto e Lorenzo Maggi, ambedue laureati, dal 1996 lavorano come archivisti libero professionisti, ordinando ed inventariando innumerevoli archivi comunali in Veneto ed Emilia; fra gli altri lavori si segnala la collaborazione coll’Archivio del Sovrano Militare Ordine di Malta – Gran Priorato di Lombardia e Venezia, ed il riordino e inventario della documentazione italiana conservata presso l’Archivio di Stato di Zara (periodo 1921-1944), cui si aggiunge una ricognizione sui fondi documentari precedenti al 1945 conservati presso l’Archivio di Stato di Zara ed il Centro di Raccolta di Sebenico. Su questo tema hanno anche pubblicato Zara 1921-1944. Un Comune Italiano attraverso il suo archivio, «la Rivista dalmatica» (2/2006).

Daniele Milan Nato a Grignano Polesine di Rovigo, architetto libero professionista e insegnante.

Appassionato di storia locale e sulle vicende legate alle terre dell'Istria Fiume e Dalmazia dove ha frequenti contatti con le Comunità degli

Italiani di Lesina (Hvar-HR), Zara (Zadar - HR), Fiume (Rijeka - HR), Pirano (Piran - SLO), membro della Società di Studi storici e geografici di Pirano.

Ha curato ed organizzato diversi convegni relativi al confine orientale ed è in contatto con le principale associazioni degli esuli (A.N.V.G.D. - I.R.C.I. - A.D.E.S.), attivo nel forum tematico "Histria" .

E' promotore per il Comune di Polesella dell'iniziativa di Gemellaggio con la Comunità di Sanvincenti / Svetvincenat (Istria -HR).

 

 

martedì, 12 febbraio 2008

Constributo da Oristano

Per l'immane tragedia un piccolo contributo del Liceo Scientifico "Mariano IV"di Oristano:
 
 
postato da: leganazionale alle ore 14:29 | link | commenti (3)
categorie: documenti, internet, sardegna